Il legale aveva raccontato di un festino al largo di Capri con un politico
Video fantasma. Interrogati tre giornalisti
Potenza, indagini sulle dichiarazioni dell'avvocato di Leila Virzì. Sentito di nuovo Corona
Henry John Woodcock, pm di Potenza (Emmevi)DAL NOSTRO INVIATO POTENZA — Henry John Woodcock vuol vederci chiaro. Vuol capire tutto quello che c'è dietro il video- fantasma annunciato da un avvocato, Piervito Bardi, ad alcuni giornalisti e poi smentito da Leila Virzì, quella che doveva essere una delle protagoniste della scena hard a bordo dello yacht al largo di Capri insieme ad un uomo politico. Ieri il pm di Potenza ha sentito a verbale gli inviati del Corriere della Sera (Fabrizio Caccia) e del Quotidiano Nazionale (Alessandro Farruggia) e il giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno (Giovanni Rivelli). Motivo: risalire alla genesi della notizia sull'uomo «importante» (del centrodestra) e la presunta escursione al largo di Capri. Il pm ha chiesto ai giornalisti se era stato fatto dall'avvocato anche il nome del politico, un nome che sui giornali non era stato pubblicato proprio perché, fin dall'inizio, la storia non era del tutto chiara. Ora Woodcock vuole soprattutto capire cosa si nasconde dietro tutta questa «operazione». Un complotto organizzato ad arte per incastrare o ricattare il politico? Una trovata dell'avvocato (che poi se l'è vista sfuggire di mano) per il solo gusto della notorietà? O un depistaggio che aveva come obiettivo proprio screditare Woodcock? Il sostituto procuratore di Potenza non è certo un uomo amato da Bardi che proprio da lui fu arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa, reato poi derubricato in favoreggiamento aggravato. Di domande, in questa storia, ce ne sarebbero molte altre. Per esempio: che ruolo ha avuto in tutto questo Leila Virzì? Lei era nello studio di Bardi quando lui raccontò la notizia dello yacht ai tre giornalisti. Ma si presentò davanti a loro solo quando lui ebbe finito di parlare: «Vallettopoli ci ha portato fin qui» disse, avvalorando un racconto che non aveva ascoltato. E davanti alle domande insistenti dei tre tagliò corto: «Questa storia è stancante, voi siete stancanti». Disse perfino di essere arrivata a Potenza «di corsa, vestita con la roba da palestra». Salutò e se ne andò assieme allo stesso avvocato piantando in asso i giornalisti nello studio di lui. Perché tanta fretta e tanto spavento? Il giorno dopo quel colloquio i tre quotidiani pubblicarono la notizia e da allora in poi le strade di Bardi e Virzì si divisero. Lei negò tutto prima in tivù poi davanti a Woodcock. «Ero da lui per un cambio di residenza». L'avvocato continuò a confermare il racconto spiegando che lei era solo impaurita, che qualcuno la teneva in pugno. Agli stessi giornalisti ripeté la storia al telefono o scrivendola su alcuni foglietti (uno ieri è stato consegnato a Woodcock) perché convinto di essere intercettato da cimici. Col passare dei giorni lo scandalo politico- coca-trans è diventato «una chiacchiera da bar», come l'ultima versione dell'avvocato l'ha definito. Ma intanto la questione ha fatto arrabbiare il ministro della Giustizia Clemente Mastella e ha fatto un gran rumore (anche se il nome finora non è stato scritto proprio perché i contorni della questione non sono mai stati chiari). Risultato: la possibilità che nei prossimi giorni l'avvocato venga indagato per diffamazione o calunnia. Ieri, dopo i giornalisti, Woodcock ha sentito anche Michele Brindisi, il commerciante potentino che ha fatto conoscere Leila a Piervito Bardi, all'inizio di marzo. In mattinata, invece, era toccato di nuovo a Fabrizio Corona: interrogatorio di garanzia per i reati contestati dalla Procura di Milano. Corona ancora una volta non ha risposto al gip Alberto Iannuzzi (delegato dal collega milanese) perché ha deciso che risponderà solo se i magistrati non sono potentini. Proprio dal filone milanese di Vallettopoli emerge un quadro inquietante della vita notturna di alcuni vip nelle discoteche più frequentate della città. Lo descrive l'indagato e presunto spacciatore Pietro Tavallini, interrogato dal pm Frank Di Maio (che ieri ha sentito anche l'ex «letterina» Alessia Fabiani). Cavallini parla di fiumi di cocaina, di gente a cui basta chiedere «hai una riga?» per trovare «un pezzettino» di coca da sniffare in bagno, dove «c'è sempre una fila pazzesca» e si entra insieme, anche quattro persone per volta «immagino non per fare pipì».
domenica 1 febbraio 2009
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La sig.ra Leila Virzì, perchè, deve essere la sola a pagare. Oggi è costretta a fare lavori pesanti e, a vendere vestiti per tirare a campare.
RispondiEliminaCredo che non sia giusto, deve avere un'altra possibilità di lavorare di nuovo nel cinema come attrice.
Cosa ne pensate.