Vendeva le figlie per cinque euro
}ERANO piccole, "solo" bambine. Dunque costavano poco o niente, certamente meno di una prostituta. Cinque, dieci euro al massimo, i soldi necessari per fare la spesa.
Qualcosa in più se alle prestazioni sessuali partecipava anche la madre, che qualche volta si divertiva a truccare le sue piccole vittime per renderle più attraenti agli occhi dei loro aguzzini. Una vicenda agli infimi livelli dell´umanità, tanto che la fortuna delle bambine violentate da cinque uomini diversi tra cui uno zio (che non pagava) è stata, paradossalmente, vivere in condizioni di sporcizia e degrado. Al punto da attirare l´attenzione di un vicino di casa che, senza sapere nulla delle violenze sessuali, ha chiamato i servizi sociali. Così i sei figli della madre aguzzina sono stati tolti alla donna e affidati a una casa famiglia. Lì le due bambine più grandi hanno cominciato a raccontare di quei soprusi subiti quando ancora non avevano compiuto dieci anni.Ieri la squadra mobile del vicequestore Vittorio Pisani ha arrestato la madre degenere, lo zio acquisito, il convivente della donna e tre fratelli vicini di casa. Tutti considerati responsabili di quelle violenze sessuali inflitte, fino a tre anni fa, alle due figlie maggiori della donna loro complice, anche se la terza figlia - all´epoca dei fatti di appena sette anni - veniva costretta ad assistere ai rapporti sessuali cui partecipava anche la madre. Vicenda che si consuma nel degradato rione Salicelle ad Afragola, a pochi passi dal tugurio dove, appena nell´agosto scorso, furono i carabinieri a salvare sei bambini dal totale degrado in cui erano stati abbandonati dai genitori. In questo caso la gestione di quei rapporti sessuali era affidata alla madre dei sei piccoli (tutti figli di un uomo che aveva poi abbandonato la famiglia) che aveva a sua volta un convivente. Prendeva gli appuntamenti con il telefonino, conduceva le due bambine sotto i dieci anni in un luogo che le stesse piccole vittime hanno poi chiamato "il capannone", in realtà un sottoscala vicino alla loro casa di corso Meridionale. Lì avvenivano gli abusi sessuali, secondo quanto ricostruito dagli investigatori durante il 2006 e il 2007. In cambio di pochi spiccioli a seconda di quello che, quel giorno, serviva in casa. Poi lo spiraglio di luce. Quando un vicino di casa si accorge di quelle bambine sporche, mal curate e mal vestite. Abbandonate a se stesse. È sconvolto, e certo non pensa che può esserci qualcosa di peggio del degrado. Così segnala il caso ai servizi sociali, che in breve portano via i sei bambini trasferendoli in una casa-famiglia. Da allora passano ben tre anni di apparente normalità. I bambini si abituano alla loro nuova vita, ma solo qualche settimana fa le due bimbe più grandi - oggi di dodici e tredici anni - cominciano a raccontare: «Mamma ci faceva fare le cose sporche perché doveva fare la spesa...». Vanno quindi avanti con dettagli raccapriccianti, raccontano di quegli uomini che abusano di loro. Descrivono i volti, dicono i nomi e indicano le loro case. Dicono addirittura che ce n´è un sesto, di aguzzino. La polizia confermerà la circostanza: è il quarto dei tre fratelli arrestati che però nel frattempo è morto. Quindi lo zio e il convivente pure complici e la mamma, che «non era buona con noi». Nessuno dei sei arrestati ha firmato il verbale di arresto: non sanno scrivere.
sabato 14 febbraio 2009
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