lunedì 2 febbraio 2009

NON ABBIAMO ALCUN DIRITTO

Alle recenti elezioni politiche, oltre 3.700.000 italiani sono andati a votare esprimendo una chiara scelta politica, ma il regime costruito da PDL di Berlusconi e PDL-L di Veltroni, e dai loro partiti satelliti, ha impedito loro di avere una rappresentanza parlamentare.La Costituzione Italiana aveva invece sancito:
Art.48: Il voto è personale ed eguale, libero e segreto.Art.49: Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.Art.56: La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto, in ragione di un deputato per ottantamila abitanti o per frazione superiore a quarantamila.Le logge massoniche e le lobby finanziarie portatrici, in tutto l'occidente da loro conquistato, di "camicie di forza elettorali" (dal voto per censo agli sbarramenti tesi a limitare l'accesso al potere di forze non ancora "illuminate") hanno ottenuto la non attuazione della nostra Costituzione anche su quegli articoli.Per aggirare il sospetto di colpo di stato "istituzionale" hanno confidato sul previsto appoggio dei partiti già permeati e sul controllo totale dei mezzi di informazione, ma hanno anche varato e propagandato la legge della "par condicio" promettendo che, con l'entrata in vigore di quella legge tutti i mezzi di informazione avrebbero dovuto garantire a tutte le liste candidate di far conoscere agli elettori i propri programmi e le proprie idee.Tutti sono testimoni (i dati ufficiali dei centri d'ascolto sono inconfutabili) che le recenti elezioni politiche sono state la prova dell'esatto contrario, con i partiti "geneticament e modificati" a monopolizzare TV, radio e giornali.L'unico pertugio democratico e quindi proporzionale (una testa, un voto) rimasto aperto erano le elezioni europee; ma ora a seguito degli accordi PDL-L e PDL, con ovvia adesione dei loro partiti vassalli, verranno "normalizzate" anche quelle.Se le elezioni non possono più essere uno strumento democratico (il voto di chi non supera il 4 %, non è eguale a quello degli altri elettori, come prevede la Costituzione, ma viene addirittura annullato e assegnato in premio alle due grosse compagnie di ventura: PDL-L di Veltroni e PDL di Berlusconi), si apre un primo problema del perché dovrebbe pagare le tasse chi è privato del diritto costituzionale di concorrere alla guida del Paese.Di fronte a noi si pongono due scelte:la prima è quella di non pagare le tasse, andando in Causa con l'avvocatura dello stato, fino alla Corte Costituzionale (pur se nominata&he llip;dai partiti), previaformazione di un ampio schieramento di forze politiche ed un nutrito pool di avvocati e costituzionalisti.La seconda, che attiene alla necessità di tornare ad un sistema di democrazia partecipata, pone a tutti i convinti democratici la necessità di decidere ed organizzare forme di lotta incisive, che possano cambiare le cose”. Si dovranno studiare le esperienze di lotta compiute sotto altri regimi, selezionando quelle nonviolente imperniate sulla disobbedienza civile e che accelerino il crollo di questo sistema, ipocrita ed ingiusto, che più resta in piedi più logora le condizioni per una ripresa economica, sociale, culturale e democratica.

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