Il portavoce italiano di Barack Obama, Walter Veltroni, rompe gli indugi e sfida il governo col suo piano da un milione di posti di lavoro in tuta verde. Dieci idee rivoluzionarie sulle quali vale la pena riflettere.
Ci arriva in ritardo, come al solito, ma quando Uolter prende il toro per le corna sono dolori per tutti. Stufo per l’inerzia di un governo “fisicamente assente” da [1]lla scena causa elezioni sarde, il lìder del piddì non ha perso la ghiotta occasione servitagli dagli Ecologisti democratici [2] riuniti a convegno per discutere del “new deal” alla clorofilla al quale affidare l’ingrato compito di risollevare le sorti dell’economia mondiale. “Oggi il Pd è il partito di un ecologismo moderno, che ha dentro di sé il Dna del riformismo. L’ambiente è il cuore del progetto politico del Partito democratico. Per questo proponiamo un piano per un milione di posti di lavoro, serio, che avrebbe bis ogno di poco dispendio di risorse e assicurerebbe molti benefici“. Anche volendo generosamente glissare sul milione di posti di lavoro che, dalle nostre parti, è una promessa di bonaventuriana [3] memoria, non si può nascondere un minimo di perplessità sul testo dei dieci comandamenti [4] consegnati al popolo in svogliata attesa.
CON CALMA - Veltroni non è uno che ami i colpi di testa o le iniziative troppo nette. Forse è per questo che, per il suo piano, ha pensato [5]di prendersi una decina d’anni di tempo per realizzarlo. Del resto, è roba impegnativa e non ci si può aspettare di compiere la quarta rivoluzione epocale - industriale, edilizia (sic) e telematica le prime tre - prima delle amministrative o delle europee. Non tutti i dieci punti, tuttavia, richiedono tempi lunghissimi per cui è assolutamente opportuno cominciare a parlarsi chiaro sul da farsi. Tipo sui frigoriferi e sui congelatori, perché su lavatrici e lavastoviglie sarebbe meglio avviare un confronto con le parti sociali allo scopo di valutare se i tempi siano maturi. Intanto, però, ecoincentivi per le classi di consumo A e A+ (per le A++ niente, mah) si possono c oncedere, magari applicando sovrattasse alle categorie di elettrodomestici meno sensibili al risparmio energetico. Alle brutte, per queste ultime si potrebbe arrivare alla sospensione delle vendite. Detto che a pensar male si fa peccato, e noi siamo molto timorati di Dio, ci sarebbe quella faccenda della Signora Ministro Ombra [6] alle Politiche Comunitarie che sta nel CDA della Fineldo e che, magari, non è ancora del tutto soddisfatta dei 68 milioni di euro [7] messi a garanzia dal Governo a favore dell’Antonio Merloni. Sono malignità, naturalmente, perché i conflitti di interesse sono tradizionalmente &l dquo;ben altri“.
COSTRUZIONI MIRACOLOSE - Ora, non è che un piano decennale di questa portata può ridursi ai frigoriferi della signora [8]ministro. E, infatti, non è così. Veltroni ne ha un po’ per tutti, dalla conferma sine die degli incentivi alla riqualificazione energetica delle abitazioni private alla costituzione di un fondo di rotazione da 100 milioni di euro per la messa in sicurezza e il recupero di efficienza energetica degli edifici pubblici. Considerando il costo medio di una ristrutturazione va dai 1.000 ai 1.500 euro al metro quadro, significa un fondo capace di rimettere a nuovo circa 100.000 metri quadri di proprietà pubblica all’anno: poco meno del doppio di quanto ha fatto Trieste da sola [9] negli ultimi 9 anni. Tra l’altro, pare che nei 100 milioni ci debbano stare anche 100.000 alloggi tra edilizia pubblica e canone agevolato. Più che un sogno, servirebbe un miracolo.
MACCHININE E TRENINI - Non poteva mancare l’omaggio al settore auto, ma col vincolo capestro di destinare gli incentivi all’acquisto [10]di auto a bassi consumi e basse emissioni. Cioè nuove. Un’intuizione colossale che non aveva ancora avuto nessuno. E i treni? Vogliamo parlarne? Stando a quanto scrive il sito del PD, per le Ferrovie ci vogliono niente meno che 300 miliardi di euro all’anno per 5 anni: totale 1.500 miliardi di euro, un intero debito pubblico. Il tutto per acquistare 1.000 treni per i pendolari e rifarci il parco mezzi pubblici. E’ ovvio che si tratti di una “svista” perché i 300 sono milioni e non miliardi, però a comprare 1.000 treni non bastano: stando a quanto riferisce Giorgio Stagni [11], che di treni ne capisce più di Moretti, un treno completo [12] con locomotore E.464 con 5 carrozze Vivalto a due piani (solo seconda classe) costa 8,12 milioni di euro e ci vogliono due anni per averlo. Se l’aritmetica non inganna, per pagarne mille ci vogliono 8 miliardi di euro per cui i conti di Uolter, chiamateli milioni o miliardi, sono comunque sbagliati. E stendiamo un velo pietoso sul fatto che le Ferrovie hanno già debiti per 44 miliardi [13] prima che a qualcuno venga in mente che dobbiamo preservare l’italianità anche delle strade ferrate. [14]
ECOLOGISMO MODERNO - Personalmente, non so se il progetto “Industria 2015 [15]” abbia un senso, cioè chi sia il titolare della “[...] capacità di orientare il sistema produttivo verso assetti compatibili con l’evoluzione degli scenari competitivi“. Però so che tra i progetti ammessi per l’efficienza energetica [16] ci sono quelli di Indesit (21 milioni di euro per fare il loro mestiere, cioè rinnovare la gamma), Merloni (22 milioni di euro) e di FIAT (27 milioni). Ed è altrettanto chiaro che il pulpito di Veltroni sia il meno adatto a ipotizzare piani di raccolta differenziata o di trattamento dei rifiuti. Per altro, da questi l‘Obama bianco dichiara di attendersi un risparmio di 5 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio sulle 81 attualmente consumate [17]: un bel 6% di riduzione, sempre in dieci anni. Insomma, sarà anche che il PD è pronto a raccogliere la sfida della “green economy“, ma da lavorare ce n’è ancora parecchio. Soprattutto, sarebbe carino sapere se quel milione di posti di lavoro tra “nuovi” (pochini, sembra di capire) e “salvati” (mondo Fiat, ferrovieri vari, amici degli amici) siano un passo verso un futuro ricco di promesse o un arrocco su un passato le cui certezze ci sono fin troppo note.
mercoledì 4 febbraio 2009
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento