mercoledì 28 gennaio 2009

PAGINA - MEDICINA - GESTICOLARE

Gesticolare deve avere una funzione molto importante nella comunicazione interpersonale. Chi più chi meno, gesticolano tutti: i bambini, i non vedenti, gli individui di tutte le culture, e anche bonomo e scimpanzè. Da alcuni anni alcuni gruppi di ricercatori hanno posto al centro del loro interesse scientifico proprio questo comportamento. Ad esempio Pierre Feyereisen dell’ Università di Louvain ha mostrato a 59 studenti un video con un attore che enunciava diverse frasi: i partecipanti dovevano ricordarne, alla fine, il maggior numero possibile. I risultati hanno dimostrato che quelle più ricordate erano proprio le frasi accompagnate da gesti significativi ( come: “un acquirente gira intorno alla proprietà” accompagnato dall’attore che punta il suo dito indice in basso e disegna un cerchio) piuttosto che frasi accompagnate da gesti senza significato (come: “lui correva alla casa più vicina” accompagnato dall’ attore che mette davanti a sé il palmo aperto della sua mano). Non è quindi la mera presenza di un gesto che determina la distintività di una frase rispetto all'altra a contribuire alla memorizzazione di quanto si dice, ma la presenza di un gesto che costituisce "rappresentazione" di quanto enunciato nella frase. Un secondo esperimento ha disaccoppiato, dalle frasi a cui erano originariamente associati, dei gesti che sono culturalmente dotati di un significato proprio e intrinseco per verificare se la maggiore distintività e memorizzabilità del gesto in sè migliorava il ricordo della frase associata.In realtà il disallineamento dalla frase originaria annullava il vantaggio mnestico. Un gesto quindi diventa rilevante ai fini della ricordabilità di quello che stiamo dicendo indipendentemente dalla sua propria significatività e soltanto se è rappresentativo rispetto al discorso condotto. Gesticolare sembrerebbe quindi avere soprattutto la funzione di veicolare significati aggiuntivi rispetto al semplice parlato, significati che, migliorando la comprensione del testo, ne potenziano anche il ricordo, anche attraverso l'ausilio ulteriore della memoria per le azioni.Ma non è tutto. In un esperimento riportato nel 2005 la psicologa Elena Nicoladis dell’ University of Alberta in Canada ha chiesto a bambini bilingue di ripetere la stessa storia due volte, una volta in una lingua e una volta nell’altra. Ha così osservato che i bambini gesticolavano maggiormente quando raccontavano la storia in quella che essi consideravano la loro lingua principale. Risultato abbastanza controintuitivo, in quanto ci si sarebbe aspettati che i bambini si avvalessero della gestualità come ausilio comunicativo nella lingua “più debole”. Secondo Nicoladis dunque gesticolare non è soltanto un aiuto che si fornisce alla comprensione degli altri, ma un ausilio per sé stessi: il fatto di muovere le mani aiuterebbe a ricordare ciò che si ha intenzione di dire e faciliterebbe l’accesso al linguaggio stesso. Alcuni propongono che questo avvenga perché la gestualità, veicolando la sua parte di informazione, consentirebbe al cervello di dedicare maggiori risorse a ricordare o ad apprendere. In uno studio pubblicato nel 2007 da Goldin-Meadow, Susan Wagner Cook e altri, è emerso che studenti apprendevano e ricordavano meglio concetti matematici se nelle lezioni di insegnamento era stata usata la gestualità. In particolare il 90% degli studenti che avevano appreso concetti matematici con i gesti li ricordava tre settimane dopo, contro il 33% di coloro che li aveva appresi in lezioni tradizionali di solo parlato.

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