lunedì 26 gennaio 2009

GABRIELLA NUZZI

Alla Associazione Nazionale>Magistrati - ROMA>>> Signor Presidente,> Le comunico, con questa>mia, l'irrevocabile decisione di lasciare l'Associazione Nazionale>Magistrati.> Il plauso da Lei pubblicamente reso all'ingiustizia>subita, per mano politica, da noi Magistrati della Procura della>Repubblica di Salerno è per me insopportabilmente oltraggioso.>>Oltraggioso per la mia dignità di Persona e di essere Magistrato.>>Sono stata, nel generale vile silenzio, pubblicamente ingiuriata;>incolpata di ignoranza, negligenza, spregiudicatezza, assenza del senso>delle istituzioni; infine, allontanata dalla mia sede e privata delle>funzioni inquirenti, così, in un battito di ciglia, sulla base del>nulla giuridico e di un processo sommario.> Per bocca sua e dei suoi>amici e colleghi, la posizione dell'Associazione era già nota, sin dall'>inizio.> Quale la colpa? Avere, contrariamente alla profusa>apparenza, doverosamente adottato ed eseguito atti giudiziari legittimi>e necessari, tali ritenuti nelle sedi giurisdizionali competenti.>>Avere risposto ad istanze di verità e di giustizia. Avere accertato una>sconcertante realtà che, però, doveva rimanere occultata.> Né lei,>né alcuno dei componenti dell'associazione che oggi degnamente>rappresenta ha sentito l'esigenza di capire e spiegare ciò che è>davvero accaduto, la gravità e drammaticità di una vicenda che chiama a>riflessioni profonde l'intera Magistratura, sul suo passato, su ciò che>è, sul suo futuro; e non certo nell'interesse personale del singolo o>del suo sponsor associativo, ma in forza di una superiore ragione>ideale, che è – o dovrebbe essere – costantemente e perennemente viva>nella coscienza di ogni Magistrato: la ricerca della verità.> Più>facile far finta di credere alla menzogna: il conflitto, la guerra tra>Procure, la isolata follia di "schegge impazzite".> Il disordine>desta scandalo: immediatamente va sedato e severamente punito.> Il>popolo saprà che è giusto così.> E il sacrificio di pochi varrà la>Ragion di Stato.> L'Associazione non intende entrare nel merito.>Chiuso.> Nel dolore di questi giorni, Signor Presidente, il mio>pensiero corre alle solenni parole che da Lei (secondo quanto riportato>dalla stampa) sarebbero state pubblicamente pronunciate pochi attimi>dopo l'esemplare "condanna": "Il sistema dimostra di avere gli>anticorpi".> Dunque, il sistema, ancora una volta, ha dimostrato di>saper funzionare.> Mi chiedo, allora, inquieta, a quale "sistema">Lei faccia riferimento.> Quale il "sistema" di cui si sente così>orgogliosamente rappresentante e garante.> Un "sistema" che non è in>grado di assicurare l'osservanza minima delle regole del vivere civile,>l'applicazione e l'esecuzione delle pene?> Un "sistema" in cui vana>è resa anche l'affermazione giurisdizionale dei fondamentali diritti>dell'essere umano; ove le istanze dei più deboli sono oppresse e>calpestato il dolore di chi ancora piange le vittime di sangue?> Un ">sistema" in cui l'impegno e il sacrificio silente dei singoli è>schiacciato dal peso di una macchina infernale, dagli ingranaggi>vetusti ed ormai irrimediabilmente inceppati?> Un "sistema">asservito agli interessi del potere, nel quale è più conveniente>rinchiudere la verità in polverosi cassetti e continuare a costellare>la carriera di brillanti successi?> Mi dica, Signor Presidente,>quali sarebbero gli anticorpi che esso è in grado di generare?>Punizioni esemplari a chi è ligio e coraggioso e impunità a chi>palesemente delinque?> E quali i virus?> E mi spieghi, ancora,>quale sarebbe "il modello di magistrato adeguato al ruolo>costituzionale e alla rilevanza degli interessi coinvolti dall'>esercizio della giurisdizione" che l'Associazione intenderebbe>promuovere?> Ora, il "sistema" che io vedo non è affatto in grado di>saper funzionare.> Al contrario, esso è malato, moribondo, affetto>da un cancro incurabile, che lo condurrà inesorabilmente alla morte.> E io non voglio farne parte, perché sono viva e voglio costruire>qualcosa di buono per i nostri figli.> Ho giurato fedeltà al solo>Ordine Giudiziario e allo Stato della Repubblica Italiana.> La>repentina violenza con la quale, in risposta ad un gradimento politico,>si è sommariamente decisa la privazione delle funzioni inquirenti e l'>allontanamento da inchieste in pieno svolgimento nei confronti di>Magistrati che hanno solo adempiuto ai propri doveri, rende,>francamente, assai sconcertanti i vostri stanchi e vuoti proclami,>ormai recitati solo a voi stessi, come in uno specchio spaccato.>>Mentre siete distratti dalla visione di qualche accattivante miraggio,>faccio un fischio e vi dico che qui sono in gioco i principi dell'>autonomia e dell'indipendenza della Giurisdizione.> Non gli>orticelli privati.> Non vale mai la pena calpestare e lasciar>calpestare la dignità degli esseri umani.> Per quanto mi riguarda,>so che saprò adempiere con la stessa forza, onestà e professionalità>anche funzioni diverse da quelle che mi sono state ingiustamente>strappate, nel rispetto assoluto, come sempre, dei principi>costituzionali, primo tra tutti quello per cui la Legge deve essere>eguale per deboli e potenti.> So di avere accanto le coscienze forti>e pure di chi ancora oggi, nonostante tutto, crede e combatte>quotidianamente per l'affermazione della legalità.> Ed è per essa>che continuerò sempre ad amare ed onorare profondamente questo lavoro.> Signor Presidente, continui a rappresentare se stesso e questa>Associazione.> Io preferisco rappresentarmi da sola.>>> Dott.ssa>Gabriella NUZZI> Magistrato

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